STORIA VERA: FERRARI 812 SUPERFAST E GIULIA QUADRIFOGLIO, 1310 “CAVALLINI” MODENESI.

Cronaca di una giornata speciale!

Provare una Ferrari è un privilegio, poter provare una Ferrari motorizzata da un V12 aspirato è ben più che un privilegio è un emozione…Poter provare, per ben due volte, la 812 6.5 V12 da 800 cavalli non è neppure reale, è un sogno che diventa realtà.

Accetto ben volentieri l’invito di Ferrari Modena (dealer del gruppo Ineco che si occupa di Ferrari e Maserati) a testare la 812, l’appuntamento è alle 17 presso la concessionaria. Arrivo alle 16.50 e mi accredito compilando un modulo standard sulle responsabilità.

Ma facciamo un passo indietro di qualche ora. Mi sveglio alle 6 del mattino leggermente in confusione, per non dire totalmente rincoglionito, fatico persino ad alzarmi dal letto. Raggiungo il cassetto che custodisce il termometro e scopro di avere la febbre a 38.1! Merda! No, non ci credo! La misuro nuovamente un ora dopo e i display segna 38.7. Sono fottuto penso tra me e me…

Di base non reagisco bene alle medicine contro l’influenza così mi rimetto sotto le coperte e punto la sveglia alle 15 per partire da Bologna alle 16 e raggiungere Modena 40 minuti più tardi.

Mi sveglio e la febbre è sempre fissa a 38, decido di non mollare il colpo, mi do una sistemata, mi vesto, salgo a bordo della Giulia Quadrifoglio, inserisco la mappa A, il cambio automatico e il dispositivo anti collisione al massimo perchè NON-SI-SA-MAI.

Stranamente non mi schianto da nessuna parte e arrivo a Modena come da programma.

La 812 è già li, io sono l’ultimo “ospite” della giornata, in colore grigio titanio e cerchi neri, molto affascinante, cattivissima. In questo colore sembra uno squalo a caccia. La sua linea fonde leggerezza e aggressività, il designer Flavio Manzoni si è superato.

Faccio la conoscenza di Fausto che mi accoglie con indosso un maglioncino con il Cavallino Rampante ricamato sul petto e le scarpe rosse tipiche del team Ferrari. Fausto lavora con Ferrari al programma corse clienti ed è istruttore di guida anche per Alfa Romeo e Maserati oltre che per Ferrari.

E’ una persona molto cordiale e competente ed ha acquistato da poco una Alfa Romeo Stelvio, il che gli fa guadagnare punti ai miei occhi. Rispetto al primo test qui inizio sin da subito a guidare e questo mi da finalmente la possibilità di cucirmi la posizione di guida! I comandi del sedile sono, sorpresa, manuali ed è bello smanettare con leve e levette per regolare il tutto, fa molto old school.

Al solito la 812 ti accoglie come se tu dovessi completare la vettura con la tua presenza, si è molto inseriti e questo è essenziale quando si ha a che fare con una supercar da 800 cavalli e la trazione posteriore. Come già detto in occasione del primo test la posizione di guida è molto simile a quella della Giulia Quadrifoglio con i sedili Sparco in carbonio, la sensazione è di avere tutto sotto controllo.

Una volta trovata la posizione corretta chiedo a Fausto se posso avviare e gli faccio notare che freno con il sinistro e che quindi non sto sperimentando strane esperienze corsaiole, l’emissario del Cavallino mi da il via e io premo il pulsante Start sul volante (siamo in mappa Sport), il V12 si accede con un bellissimo boato.

Si parte.

La parte più difficile del test è stata…Uscire dal parcheggio! La visibilità posteriore non esiste e la telecamera integrata nel dashboard è piccola, per fortuna aiutano i sensori! Una volta messo il muso nella giusta direzione premo la paddle di destra e inserisco la prima (stessa strategia che ho sulla Giulia Quadrifoglio che vale anche per Giulia e Stelvio) per immettermi sulla trafficatissima via Emilia. In genere sulla via Emilia fanno a gara per NON farti immettere ma in questo caso si fermano praticamente tutti ed è facile capirne il motivo: la 812 emette dei piacevolissimi ruggiti ogni qual volta si sfiora il gas ed è bello stare ad ascoltarli da fuori (l’abitacolo è insonorizzato il “giusto”).

Una volta sulla via Emilia siamo immersi nel traffico e non mi spiace per nulla in effetti, si va piano ed è piacevole parlare con Fausto della 812, delle sue sensazioni e delle sue esperienze a bordo delle Alfa Romeo in pista. E si, siamo a bordo di una Ferrari e parliamo di Alfa Romeo, Enzo Ferrari non gradirebbe. Ma proprio per nulla.

Il cofano è così lungo e così basso che si fa fatica a capire dove finisca esattamente e i passaruota sono così alti rispetto al cofano da ostruire leggermente la vista laterale appena dopo i lati del parabrezza, anche questo è guidare la 812.

La vettura riesce ad essere vivace anche sotto i 3.000 giri grazie alla cubatura di 6.5, siamo lontanissimi dalla “pigrizia” del V6 2.9 biturbo della Giulia Quadrifoglio…

Sulla 812 per capire a che velocità stai andando devi guardare il tachimetro perchè tutto appare “lento” quando sei al volante di una vettura progettata per superare i 340km/h! Le sensazioni ti ingannano e ti ritrovi in settima (e ultima) marcia a 2.200 giri, ovvero il minimo sindacale, a 120km/h convinto di essere a 50, massimo 70km/h…

Due motori nati a Maranello il V6 e il V12 ma che più diversi non si potrebbe, personali a modo loro, ma ammetto che quello della 812 è di un altro pianeta e non solo per potenza bruta, ma anche per come si fa trattare nella parte bassissima del contagiri, mai una indecisione, mai un vuoto, sembra elettrico eppure li dentro, davanti a me, in questo momento stanno girando un mucchio di cose con pesi diversi e velocità di rotazione diverse e sono al volante di una vettura la cui potenza supera quella di una F1 di qualche anno fa, non di 40 anni fa! Questa è magia o se preferite è fine arte modenese.

Sfiori il gas in settima dal minimo e i numeri del tachimetro salgono con una velocità tale da farti riflettere sulla percezione della realtà e finisci con il domandarti:

quello che sto percependo è quello che realmente sta accadendo? Come può la velocità salire così velocemente senza percepire determinate sensazioni?

La verità è che la vettura è cosi brutalmente veloce da superare il tuo adattamento alla velocità, anche se pochi istanti prima ero al volante dei 510cv della Giulia.

Impressionante.

Non a caso lo slogan pubblicitario della 812 dice: shift to 12th dimension.

Il V12 6.5 ti trascina da questa dimensione ad un altra dove tutto è più veloce ed allo stesso tempo più lento perchè si ha più controllo.

Concludo il giro e riporto la vettura alla concessionaria. Rispetto al primo test ho provato esperienze diverse, più introspettive complice il traffico che durante il run, avvenuto tra le campagne modenesi, era praticamente assente (e le velocità non erano basse…).

E’ tempo di premere il pulsante Engine Start della Giulia e tornare a casa: il 6 cilindri si avvia deciso ma mi manca già l’urlo demoniaco del V12…Oltre i 2.500 giri la vettura, grazie alle turbine, spinge vigorosa (anzi cazzuta!) ma, uffa, l’altra spingeva di più…

Consegno la vettura a Fausto e lo ascolto andare via mentre un gruppetto di ragazzi fa alcune foto alla 812 che va via e alla Giulia parcheggiata.

Giovani sognatori e i giovani, ora più che mai, hanno bisogno di sognare pistoni e benzina, velocità e suoni lasciando per un attimo da parte quelle porcherie elettriche.

Quanto costa vivere giornalmente le emozioni firmate 812? Si parte da 300.000 euro.

di Marco M TheRaceMode

LA PROVA COMPLETA DEL PRIMO TEST E DEL SECONDO VERRA’ PUBBLICATA LUNEDI 29 OTTOBRE ALLE ORE 21 IN UN SINGOLO ARTICOLO!

SEGNATE LA DATA!