FERRARI DAYTONA SP3: ECCO COSA NE PENSIAMO.

Prima di scrivere questo articolo abbiamo letto i vostri commenti e ci siamo consultati a lungo tra di noi perchè giudicare una Ferrari non solo è difficile, è anche una responsabilità!

La SP3, al contrario delle precedenti SP1 e SP2 che vedete in foto qui sotto, ci ha divisi: per alcuni è bellissima, una vera opera d’arte, per altri è un occasione sprecata per omaggiare la 330 P4.

Noi ci limiteremo a giudicarla dal punto di vista estetico perchè dal punto di vista meccanico siamo alla perfezione assoluta. Il V12 6.5 aspirato è stato ulteriormente affinato rispetto alla 812 Competizione e qui eroga la bellezza di 840 cavalli senza l’ausilio di turbine e motori elettrici. Il regime massimo è stato fissato a 9.500 giri/minuto. Musica per le orecchie degli appassionati.

In vista laterale la Daytona è molto filante e aggraziata, l’occhio scorre veloce lungo le linee senza incontrare “rallentamenti” o artifizi estetici. Senza alcun dubbio la SP3 da il sul meglio quando la guardiamo di profilo.

La parte anteriore non ci convince per nulla. Le linee si confondo, il tutto sembra posticcio come la se la parte anteriore fosse opera di un altra matita rispetto alla vista laterale.

L’idea di “nascondere” i proiettori anteriori, tratto comune alle nuove Ferrari a partire dalla Roma può avere senso appunto nella Roma, una elegante gran turismo ma è una forzatura in una vettura che dichiara di ispirarsi alle corse endurance di fine anni 60 dove i proiettori erano un tratto distintivo e, dato che si correva anche di notte, anche affascinante nel design oltre che funzionale.

Se si disegna una vettura che si chiama “Daytona” per omaggiare la tripletta del 1967 i proiettori devono essere un tratto distintivo fondamentale, anzi il design deve appunto partire da li secondo noi.

Di fatto la SP3 nella parte anteriore sembra una Roma!

Altro punto che non ci convince è la zona posteriore che richiama la 250 P5 concept disegnata da Pininfarina e, in parte, la 330 P3 e 300 P4. Perchè richiamare il design di una vettura che NON ha mai corso quando si crea una vettura che è un omaggio alle vetture che hanno…gareggiato?!

Da notare che il design “orizzontale” della P5 ha poi ispirato la Testarossa sempre disegnata da Pininfarina e la sua evoluzione 512 TR salvo poi sparire nella 512 M.

Storicamente corretta la scelta di una carrozzeria di tipo targa con tettuccio amovibile. In questo caso il design, dopo aver abbandonato le linee delle 330 torna nuovamente con un salto temporale agli anni 60.

Giusto adottare un parabrezza a cupola, in questo caso il richiamo alle 330 è evidente e perfettamente riuscito come corretto è adottare interni volutamente spartani e minimalisti, in piena tradizione Ferrari.

In conclusione il design della Daytona SP3 è una fusione di idee del passato e del presente a tratti molto riuscita, a tratti meno ma che non ci sentiamo di definire brutta.

Tuttavia…

Tuttavia dato che parliamo di V12 posteriore centrale, siamo lontani dalla linea pulita, ma allo stesso aggressiva e essenziale della LaFerrari e dalle linee dolci e retrò della F12 TdF, un altra vettura che si ispira al passato ma dotata di V12 anteriore in questo caso.