NEWS: MASERATI CONFERMA LA SPORTIVA PER IL 2020 CON IL…SOUND!

A sorpresa Maserati conferma che nel 2020 a Ginevra vedremo, nuovamente, un sportiva firmata dal Tridente bolognese. La Casa che ha ora sede a Modena ha rilasciato sui social il suono del progetto MMXX (2020 usando i numeri romani). Il motore, che a giudicare dal sound, è di grossa cubatura si sente accelerare sino al cambio rapporto mostrando un timbro sportivo, aggressivo e feroce tipico dei motori posti centralmente dotati di scarichi corti.

Abbiamo ascoltato la futura sportiva a motore centrale? L’erede della Gran Turismo, quindi la Alfieri? Gli indizi portano verso la prima soluzione ma nulla è scontato. Sicuramente a Marzo del 2020 il Tridente tornerà a ruggire, ed era ora!

Ricordiamo, per i nostri lettori più giovani, che l’ultima Maserati a motore centrale è stata la MC12 che nasceva su base Ferrari Enzo condividendo lo stesso telaio e lo stesso motore V12.

ALFA ROMEO: CUORE (NON) SPORTIVO.

Dal record al Ring con la Giulia Quadrifoglio (una tra le migliori vetture di tutti i tempi) alla Tonale sul pianale Jeep Compass…Sergio Marchionne che disse: “mai più Alfa Romeo con pianali non Alfa” probabilmente si starà ribaltando nella tomba e a giudicare dal casino fanno negli ultimi anni anche Nicola Romeo, Ugo Sivocci e Enzo Ferrari non staranno dormendo proprio sonni tranquilli…

Abbiamo assistito alla ennesima rinascita di Alfa con la Giulia e nell’arco di una manciata di mesi (neppure anni) alla sua morte con la Tonale. Perchè la Tonale, di fatto, uccide i piani di Marchionne che voleva far tornare grande il Marchio che ha partorito Ferrari.

Il fatto che 8C e GTV siano state cancellate dal programma è quasi ormai un dettaglio, il fatto che la 4C non ha avuto alcun erede (eppure il potenziale era alto bastava poco…) è un peccato mortale…

A uccidere “l’alfismo di Marchionne” è stata la Tonale. un operazione di condivisione di pianale certamente redditizia dal punto di vista economico ma totalmente fuori la missione che Alfa si era data: vetture eccellenti da guidare, belle, emozionali, senza compromessi.

8C, GTV e 4C avrebbero venduto tanto? No. Ma le sportive non devono vendere tanto, devono portare lustro al Marchio…Porsche vive di Cayenne, Panamera e Macan non di 911 ma è proprio grazie alla Cayenne che la 911 è sopravvissuta alla crisi del Marchio ed è grazie alla Taycan elettrica se oggi ascoltiamo ancora il flatsix aspirato (sottolineo ASPIRATO) della GT3 RS.

Per Alfa un futuro di Giulia e Stelvio (non usare la piattaforma Giorgio per altri modelli sarebbe un errore ma ormai mi aspetto molto poco…) Tonale su base Jeep Compass e un suv più piccolo che probabilmente deriverà da una piattaforma PSA (2008?).

Ditemi che è un incubo? Avremo una Alfa Romeo su base 2008? Vi prego ditemi che è un incubo…

Marco Meli

ELETTRICHE IN ITALIA: IL MERCATO (POVERO) RALLENTA. FLOP TESLA MODEL 3. BENE SMART EQ.

Come vanno le vendite delle vetture elettriche in Italia? Male, anzi malissimo e il dato non stupisce dato che siamo carenti a livello di infrastrutture, non ci sono piani di sviluppo e non ci sono piani di sviluppo perchè, triste ammetterlo, l’Italia ha pochissimi soldi da investire in materia.

Ma veniamo ai numeri.

Mercato in calo: a Settembre le immatricolazioni furono solamente 1.253 mentre a Ottobre sono scese a 939 auto, il dato è buono su base annua dato che nel 2010 a Ottobre furono immatricolate 589 vetture a batteria ma rimane basso in assoluto. Il basso delle aumento delle immatricolazioni rispetto allo stesso mese dell’anno scorso dimostra come gli incentivi non abbiano sortito un effetto boom come dal precedente Governo ci si aspettava.

Caduta pesantissima della Tesla Model 3. A Ottobre il costruttore americano immatricola solamente 54 vetture, le aspettative erano ben altre e la sensazione è che il mercato della Model 3 si sia fermato in attesa della VW ID.3 che promette di essere la prima vera elettrica con uno a 360 gradi con un prezzo “accettabile” (ma non basso).

Vola la Smart che immatricola ben 407 For Two EQ! Attenzione nel leggere il dato perchè una grande parte di queste vetture finirà alle aziende e ai car sharing.

Elettriche in calo a livello di mercato con appena 0.5% dell’immatricolato a Ottobre, nei mesi scorsi i numeri avevano sfiorato l’1%. Parliamo di aumenti e cali, è vero, ma i numeri sono tanto bassi da essere quasi insignificanti a livello statistico nella totalità del mercato.

Tra le elettriche su base annua il nostro mercato premia la Zoe con 1.887 immatricolazioni ma attenzione ancora una volta! La Zoe è usata da molti vettori di car sharing con decine e decine di vetture quindi anche in questo caso il dato “reale” è differente.

1.545 immatricolazioni per la Tesla Model 3 che si è fermata negli ultimi confermando un trend di decrescita che era già stato ipotizzato. Infatti i primi grandi numeri sono stati fatti grazie alle vetture ordinate a fine 2018, inizio 2019 e consegnate durante i primi mesi del 2019, da allora gli ordini sono andati in calo.

1975: A 401 KM/H CON LA PORSCHE 917/30 A TALLADEGA (USA).

Sono davvero in pochissimi a conoscere questo primato detenuto dalla Porsche 917/30 e dal suo pilota Mark Donohue.

Siamo nel 1975, la carriera della fantastica Porsche 917/30, versione ampiamente modificata per le gara americane di tipo Can-Am della straordinaria 917 che ha dominato le gare endurance in Europa, è finita due anni fa con un altra serie di successi, così si pensa di lasciare un segno con un ultima impresa: realizzare la media sul giro più veloce della storia all’interno di un ovale.

Porsche modifica la 917/30 Can-Am rivedendola a livello di aerodinamica (essenzialmente “scaricandola” di drag, resistenza all’avanzamento), a livello di telaio e a livello di sospensioni dato che il luogo scelto per l’impresa è il velocissimo ovale di Talladega in Alabama, circuito dove usualmente si esibiscono le stockcar della NASCAR.

La 917, ancora una volta riesce nell’impresa siglando il record:

43.3 secondi per completare un giro a Talladega alla media di 355.848 km/h (ancora oggi un valore record per il tracciato).

Durante il giro record Donohue ha raggiunto i 401 km/h in rettifilo sfruttando i 1.230 cavalli generati dal boxer tedesco che però in versione qualifica nel campionato “regolare” era stato in grado toccare e superare i 1.500 cavalli (in cilindrata 5.4)

Da conoscere questo piccolo aneddoto: durante i test sull’ovale di Daytona, in vista del record, fu testato il motore 5.4 12 cilindri boxer che però soffriva le prolungate aperture del gas che gli ovali impongono scaldando sino quasi a bruciare le guarnizioni di tenuta. Per il record di Talladega fu quindi usato il “piccolo” 5.0 sempre aiutato da due turbine.

Il motore della 917, anche questo dato non è molto conosciuto, era composto da due motori derivati dalla Porsche 911 e montati in sequenza a formare un “lungo” 12 boxer. Si usò questo stratagemma perchè il progetto, incredibilmente, non venne preso in considerazione seriamente dalla Casa che lo volle realizzare al risparmio…E per fortuna che fu realizzato aggiungiamo noi!

La 917K (Kurtz, corta) ha dominato le gare endurance battendo anche la sofisticatissima Ferrari 512 in Europa e negli USA ha stravinto con la 917/30 che rimane, ancora oggi, una tra le vettura da corsa più estreme a livello di prestazioni della storia nonostante una meccanica molto semplice (pensate che il motore era raffreddato ad aria…!!)

Da notare che Porsche, dopo aver concluso il programma LMP1 con la 919 Hybrid ha ripetuto in chiave moderna un impresa similare: con una 919 modificata, chiamata EVO, ha realizzato il record assoluto del Ring togliendolo a Bellof che lo aveva realizzato sempre su…Porsche!

Mark Donohue perderà la vita pochi giorni dopo in Austria durante una gara di F1.

V-ACTION MASERATI, DANIELE VERNUCCIO DIFENDE MASERATI NELLA GT4!

Sono (purtroppo) in pochi a seguire per il momento il combattuto e spettacolare campionato italiano riservato alle vetture GT, sono ancora meno (ancora una volta purtroppo) a sapere che nella classe GT4 riservata a vetture strettamente derivate dalla serie il team V-Action di Daniele Vernuccio difende i colori del Tridente bolognese portando un pista due Gran Turismo MC GT4.

Le due vetture sono due ex MC Trofeo “convertite” in GT4 per poter competere nel tricolore e potenzialmente in tutte le serie riservate alle GT4 in Europa e nel mondo dato che la SRO, che ha di fatto creato questa classe, ha unificato i campionati a livello tecnico.

Daniele, da anni impegnato nelle corse come proprietario ha sempre difeso i colori italiani correndo, non più di due stagioni fa, con le Alfa Romeo Giulietta TCR preparate da Romeo Ferraris.

Purtroppo il gruppo FCA, non è un segreto, non ha alcun programma factory racing e vi possiamo confermare con amara tristezza che il progetto Abarth 124 GT4 è “morto” in maniera definitiva nonostante alcuni spunti interessanti. Sono imprenditori e liberi professionisti che spesso di tasca propria tengono alto il tricolore contro le corazzate tedesche che hanno programmi di customer racing strutturati e vincenti.

La situazione già di per se triste diventa tristissima se pensiamo al parco vetture: esclusa la Ferrari 488 (fuori listino a favore della F8 che attualmente non esiste in chiave racing) i team che decidono di correre sotto e per il Tricolore dispongono di vetture non moderne come appunto la Maserati Gran Turismo MC e l’Alfa Romeo Giulietta entrambe a livello commerciale prossime all’uscita dai listini. La performante Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio non è stata convertita in chiave racing dalla Casa anche perchè essendo una 4 porte non può correre tra le GT (discorso diverso per l’eventuale versione coupè che invece potrebbe correre nella GT3/GT4/GTE se la casa approntasse un servizio di customer racing che però…Non è in programma).

Dobbiamo noi tutti ringraziare la passione dei proprietari come Daniele se oggi possiamo ascoltare in pista il ruggito del V8 Ferrari all’interno del cofano della Gran Turismo. 

Da notare un fatto piacevole quanto curioso: per il V-Action Maserati corre Fabio Francia, quel Fabio Francia che con la Giulia Quadrifoglio ha fatto segnare il tempo record…Anche questa è una bella storia che prossimamente vi racconteremo!

RECORD AL RING DI UNA PANDA, MA IN REALTA’ E’ UNA FERRARI!

Se Tesla, pur di fare il record al Ring con una Model S, può creare una vettura che non è più una Model S allora anche FIAT può creare una Panda che però sotto è una Ferrari 812 (tanto in entrambi i casi il motore è anteriore no?).

Tesla, come ben sapete per battere il record della Porsche Taycan al Ring, ha creato una speciale versione della Model S chiamata “Plaid” che però…

Non è una Model S! E’ un prototipo del tutto nuovo neppure in vendita dotato di nuovo telaio, tre motori elettrici, gomme semi-slick, sospensioni con assetto sportivo e kit aerodinamico.

Il fatto che sia stato chiamato Model S non conta nulla, e torniamo al discorso della Panda:

NON basta mettere il nome per regalare un record a una vettura e aggiungo, serve un ente che tuteli i record per evitare bugie in merito.

Il 7.23 (presunto) di questa vettura Tesla (non chiamatela Model S) non è stato preso durante una sessione chiusa al traffico riservata alle Case, nessuno sa chi ha preso il tempo e come lo ha preso e nessuno sa, appunto, se il tempo è vero.

Prossimo tentativo di record? A questo punto vogliamo una Ferrari Panda…Così diamo il record assoluto alla Panda che sarà la migliore sportiva al mondo!

GT: PORSCHE TORNA ALLA LIVREA “COCA COLA” NEGLI USA! OMAGGIO A 935 E 962!

Porsche renderà omaggio alla propria storia in occasione della gara di Road Atlanta valevole per il campionato IMSA Endurance dove la Casa tedesca corre ufficialmente con due 911 RSR a motore centrale.

Le due 911 indosseranno la speciale livrea Coca-Cola che ha reso celebri negli anni 80 la 935 e la 962. La livrea è anche un omaggio alla Coca-Cola stessa che è nata proprio ad Atlanta in Georgia.

Da ricordare, e sottolineare, che il circuito di Road Atlanta è stato finanziato in parte anche dalla stessa Coca-Cola grazie a Montgomery Jr. all’epoca presidente

TESLA MODEL S: 7.22 AL RING MA IL RECORD E’ FALSO. VETTURA NON DI SERIE.

Una Tesla Mode S pesantemente modificata rispetto alla vettura di serie avrebbe girato in 7.22 al Ring battendo il 7.42 della Porsche Taycan.

Perchè diciamo avrebbe? Perchè il record non è avvenuto durante una sessione riservata alla Casa quindi cronometrata ma durante una giornata aperta al pubblico con tanto di traffico. Chi ha preso quindi il tempo e come? Non si sa…Secondo alcuni è 7.22 secondo altri è 7.23.

Essendo la vettura non conforme al prodotto di serie il record non è stato omologato. Ma cosa è successo? L’azienda americana non ha solo dotato la Model S di gomme da track day, non previste sul modello di serie, e di un kit aerodinamico anch’esso non previsto di serie e di un telaio nuovo.

Ma ha aggiunto un terzo motore elettrico e ha totalmente rivisto le strategie di funzionamento grazie ad una strategia chiamata “plaid”.

Inoltre non è dato sapere se la vettura usava sospensioni irrigidite rispetto alla controparte in vendita (è da supporre di si dato il peso della vettura) e non è dato sapere se durante il record la vettura montava tutto il pacco batterie o se, per risparmiare peso, è stato ridotto riducendo anche l’autonomia che non è necessaria per realizzare un record sul singolo giro.

Per rendere più credibile il tempo (che ripetiamo non è stato preso ufficialmente da nessun ente) è stata divulgata la notizia che questa speciale Model S Plaid verrà messa in vendita…Quando? Forse nel 2020, forse nel 2021…al solito quando parla Musk, quello che voleva colonizzare Marte, quello che propose di abolire la guida umana al fine di ottenere solo auto a guida autonoma, quello dei chip sotto la pelle, i tempi sono solamente numeri…

Solamente pochi giorni fa Tesla aveva realizzato un gran tempo a Laguna Seca salvo poi scoprire che anche in quel caso la vettura montava delle gomme da track day addirittura ancora non in commercio prodotte da Good Year.

Insomma non importa che se parli bene o male…L’importante è che se ne parli secondo Elon Musk

FERRARI SF90 STRADALE: IL FUTURO HA INIZIO!

Appena nata ha fatto innamorare tutti, la Ferrari SF90 Stradale, rappresenta la massima sintesi del trasferimento di tecnologie dalle corse alla strada.

La SF90 Stradale inaugura una nuova era del Cavallino, quella dell’elettrificazione. La sportiva è infatti il primo modello di serie di Maranello a montare un propulsore ibrido plug-in, una soluzione che le ha permesso di farla diventare la Ferrari stradale più potente della storia. Tutto ciò è stato reso possibile grazie all’adozione di tre motori elettrici: uno è integrato nel cambio, mentre altri due azionano in maniera indipendente le ruote anteriori.

La novità più¹ importante riguarda¨ tutto il sistema propulsivo, i tecnici di Maranello non solo hanno sviluppato un nuovo sistema ibrido, ma hanno anche aggiornato il V8 biturbo da 4.0L, incrementando l’alesaggio, migliorando la fluidodinamica interna, adottando un sistema ad iniezione diretta ad altissima pressione e infine collocando più¹ in basso i due turbocompressori dotati di nuove valvole westgate a controllo elettronico. Queste modifiche hanno permesso all’otto cilindri di raggiungere una potenza massima di 780 CV e 800Nm di coppia. Ben 60 cavalli in più della giù incredibile F8 Tributo.

Il V8 si abbina ad un cambio a doppia frizione ad 8 rapporti, retromarcia esclusa, quella è affidata ai propulsori elettrici. MGUK, il motogeneratore elettrico utilizzato sulle monoposto di formula 1, questo elemento da solo fornisce 160 CV. Altri 60 sono erogati da altre due unità elettriche collocate sull’asse anteriore dove è presente il sistema Rac-e (Regolatore Assetto Curva Elettronico), capace di azionare indipendentemente le ruote anteriori estendendo così il concetto del Torque Vectoring. Con questa sofisticata architettura, gli ingegneri sono riusciti a renderla una vettura in grado di funzionare anche in modalità 4×4. Il cervellone elettronico della vettura si chiama eSCC, ed è un sistema di controllo per la regolazione e distribuzione dellâ enorme coppia motrice, quest’ ultimo capace anche di gestire il recupero della energia in fase di frenata, indirizzando la coppia frenante tra impianto idraulico e motori elettrici. I tre propulsori elettrici sviluppano complessivamente 220 CV portando così la potenza massima a 1000 CV, più o meno gli stessi della SF90 di F1, con una differenza sostanziale: quest’ultima pesa 734 Kg, la GT 1570.

Per tenere a bada il peso, sono 270 i Kg aggiunti derivanti dal solo sistema ibrido, ed assicurarne una distribuzione ottimale, telaio e scocca della SF90 Stradale sono completamente nuovi e fanno largo uso di leghe di alluminio e fibra di carbonio, usata per costruire la paratia tra cabina e motore. Anche l’aerodinamica è stata studiata in maniera specifica: oltre alle prestazioni hanno dovuto tener conto delle esigenze di raffreddamento delle componenti ibride che raggiungevano temperature altissime quando messe sotto sforzo. I risultati sono sorprendenti, a 250 Km/h la SF90 Stradale genera 390 Kg di carico aerodinamico. Fra gli elementi più innovativi nella parte posteriore c’un cuneo mobile allineato ad un altro elemento fisso all’estremità della copertura del V8. Quando serve maggiore carico l’elemento mobile si abbassa grazie a due attuatori elettrici per cambiare la configurazione aerodinamica della coda e ottenere così maggior downforce. Nella parte anteriore troviamo invece un generatore di vortici, lo stesso introdotto per la prima volta sulla 488 Pista.

Ma come può il “pilota” sfruttare tutta questa tecnologia?

Semplice agendo sull’ e-Manettino si possono selezionare diverse modalità di guida: la modalità Qualify, pensata per le massime prestazioni e le modalità Hybrid e Performance, con gestione automatica dell’interazione tra il motore termico e le unità elettriche. Per la guida a zero emissioni è presente la modalità E-drive. Con quest’ultima, grazie ad una batteria da 7,9 kWh, è possibile percorre 25 Km raggiungendo la velocità massima di 135 Km/h senza dover accendere il V8. Anche quest’ultimo è un valore molto interessante e superiore a certe vetture considerate “plug-in” ma che in realtà funzionano per il 90% del tempo sfruttando il propulsore termico.

Davide Coppola.

DA 0 A 307 KM/H. LA MIA STORIA : QUANDO PROVAI, CASUALMENTE, LA FERRARI 812!

A volte esci di casa alla mattina e tu non lo sai, ma è il tuo giorno! Racconto del come, in maniera assolutamente casuale e non voluta, mi ritrovai al volante di una Ferrari 812 da 800 cavalli…

Siamo nel Giugno 2018 e possiedo da poco la Giulia Quadrifoglio che ho ritirato nuova pochi mesi prima a Marzo. Sono reduce dal mio viaggio a Spa in Belgio quando mi accorgo della presenza di alcuni piccoli graffi sotto il retrovisore destro, non è graffiata la vernice, è leggermente segnato il trasparente, poco roba ma mi da ugualmente noia anche se sono graffi quasi invisibili.

Contatto il noto specialista di detailing Rosso Rubino il cui vero nome è Emanuele e gli spiego il problema, lui gentilissimo mi fissa un appuntamento al Museo Panini di Modena, li dove il boss delle figurine dei calciatori tiene le sue Maserati d’epoca, alcune delle quali rarissime. Emanuele fissa data e ora e io non vedo l’ora! Ho visto tanti suoi lavori su Facebook ed è davvero molto bravo, sono anche curioso di conoscerlo.

Arriva il giorno parto da Bologna in direzione Modena seguendo le sue indicazioni e mi ritrovo in…Mezzo alla campagna modenese, sperso nel nulla. Faccio un giro intorno ma nulla, nulla di nulla, nessuno struttura, nessun museo. Mi allontano e lo chiamo perchè, evidentemente mi ero perso, lui mi da nuovamente l’indirizzo e nuovamente mi ritrovo in mezzo alle campagne modenesi spero tra stradine e stradelli (gli stradelli della campagna modenese sono una roba da perderci la testa per quanto sono intricati, senza segnaletica, tutti uguali, da quelle parti girano i fantasmi di quelli che si sono persi nel corso nel tempo…)

A quel punto disperato Emanuele lo chiamo! Gli spiego che sono davanti ad un cancello nel mezzo del nulla e lui a sorpresa mi risponde che si, ero arrivato nel punto giusto! Ma quale punto giusto mi chiedo io!? Questo non è il Signore degli Anelli e io non sono Frodo anche se tutto intorno sembra la Contea! In realtà il Museo Panini è dentro una gigantesca tenuta, una immensa fattoria…Ma vallo a trovare porca miseria! Varco i cancelli di Mordor in auto e dopo 2 minuti raggiunto il Museo, ovvero un capannone, e Emanuele. Fuori vecchi trattori, vecchie auto…Siamo nel modenese, ora ne ho la conferma.

Emanuele è davvero molto simpatico e appassionato di auto, ha un tono di voce rassicurante di uno che sa cosa sta facendo, e infatti è vero. Toglie i graffi dalla mia vettura (lavoro incredibile…) e prenoto per un trattamento completo per Ottobre 2018 (ma di questa storia racconterò poi in seguito perchè è anch’essa molto curiosa).

Sono le 15, il sole è bello alto in cielo, non fa caldo, non fa freddo, è una giornata fantastica così decido di guidare un pochino e percorrere la via Emilia verso Bologna piuttosto che l’autostrada. Mentre guido scorgo il dealer Ferrari che è proprio sulla via Emilia, lo avevo visto un mucchio di volte ma non mi ero mai fermato perchè, lo ammetto, mi vergognavo un pochino…Poi se io entro dentro un posto è per comprare, non per fare il curioso rompipalle e neppure l’Homer Simpson che si finge ricco! Ma questa volta è diverso, scorgo all’interno una Ferrari 812 Superfast nera…Anzi una cazzutissima 812 nera, sembra la batmobile, è cattivissima e non resisto. Parcheggio la Giulia proprio davanti le vetrine e entro a sbavare un pochino!

La vettura è nera, un nero molto profondo, cerchi neri, pinze gialle, interni neri con cuciture gialle…Super super cattiva! Ne rimangono estasiato e con ragione. E’ la prima volta che entro dentro un dealer Ferrari e sono anche un pochino nervoso, mi sento fuori, infatti cerco di essere invisibile sino a quando un distinto signore mi raggiunge e mi accoglie, si chiama Stefano ed è un consulente alle vendite. Iniziamo a parlare e gli spiego che ero a Modena di passaggio quando sono stato attirato dalla 812 e gli spiego con molta franchezza che è un mio traguardo personale, ed è vero.

Sin da bimbo ho desiderato possedere un V12 aspirato Ferrari (insomma chi non lo desidera?). Spiego i dettagli del mio lavoro a Stefano che rimane sinceramente colpito e io ammetto sono colpito da lui! Mi aspettavo un professionista un po snob, al contrario Stefano è veramente alla mano e si parla bene, mi spiega che corre svolgendo le gare in salita sui prototipi e che in passato è stato un discreto pilota di rally a livello nazionale con Lancia. Ero entrato per guardare la 812 e invece scopro un appassionato colto che ha tanto da raccontare. Che sorpresa!

Gli racconto della Giulia, di come va e lui curioso mi racconta di auto a livello emozionale…Rimpiange il sound della Ferrari 458 rimpiazzata dalla troppo “silenziosa” 488 GTB che vanta due turbine. Davvero una bella persona che con il tempo ho iniziato ad apprezzare sempre di più e con la quale ora ho un rapporto molto bello.

Ad un certo punto quando stavo per congedarmi Stefano mi chiede se ero interessato a provare una 812 per strada…Io ragazzi a momenti svengo, ci metto qualche secondo a realizzare la domanda e poi dico “si, certo…” ma un si certo molto astratto, astratto perchè ero in un altro mondo…

Mi chiedevo come fosse possibile tutto questo…Io ero entrato per guardare una macchina e ora la posso provare?! Ma sul serio?! Concordiamo la data e lo saluto con tranquillità apparente, in realtà ero felice, felice in maniera irreale come se avessi visto un qualcosa di incredibile e totalmente inaspettato. Questa cosa non potevo trattenerla così chiamai tutti quelli che conoscevo non tanto per vantarmi, quanto per sfogare la felicità anche perchè ero al volante di un coso da 510 cavalli che se lo guidi di felicità, finisce che lo tiri contro un muro non di felicità!

Mentre torno a casa una Pagani, in livrea test camo, percorre una rotonda davanti a me in direzione San Cesario, sta tornando a casa. Cazzo che giornata!

Arriva il giorno e io sono davvero testo, l’appuntamento è all’autodromo di Modena, da li si parte per il giro intorno alle campagne modenesi (sempre loro, maledette!). Sono così teso che sbaglio del tutto l’orario e arrivo alle 15, con circa 2 ore di anticipo…Mi sento come Fantozzi quando arriva in stazione ore prima per partire con il Conte direzione casinò, solo che qui di Conte Semenzara non c’è uno, c’è ne molti e lo ammetto mi sento a disagio e fuori posto.

Sono circondato da gente facoltosa, gente ricca. io giravo in Fiat Punto sino al 2012…Cerco di rompere il ghiaccio e inizio a parlare con un signore di 60 anni circa, molto simpatico. Mi racconta che ha avuto ben 16 Porsche 911 e che possiede solo una Ferrari, una California perche piaceva alla moglie, era qui con sua figlia perchè gli regalava la 812 se alla figlia piaceva…Si potete rileggere tutta la dinamica 10 volte ma non cambia…Ma non è nulla rispetto a quel tale che ha comprato 5 Ferrari tutte insieme che ho poi conosciuto mesi dopo…

Mentre aspetto il mio turno che sembra non arrivare mai faccio delle foto e osservo lavorare Stefano, si intrattiene con tutti senza trascurare però nessuno, lo prendo come esempio e cerco di carpirne qualche segreto perchè anche il mio lavoro mi porta davanti a persone molto facoltose che spesso non so gestire.

Finalmente chiamano il mio nome e salgo a bordo della 812, mi tocca quella in grigio titanio, meglio! E’ il mio colore preferito per questa vettura insieme al nero (l’altra era rossa).

La posizione di guida mi ricorda molto quella della Giulia con i sedili che però sono più comodi dei miei Sparco in carbonio. Gli interni della 812 sono minimalisti, li adoro! Dopo 5 minuti il tizio di Ferrari mi cede il volante e mi fa percorrere il tragitto prestabilito. Scopro che anche lui era a Spa nello stesso periodo nel quale c’ero io per questioni di lavoro legate a Ferrari, così iniziamo a parlare. E’ molto simpatico, cordiale e professionale.

Ad un certo punto chiedo: “posso darci un pochino?”

E lui risponde: “la patente è tua, fai tu…”

Autorizzato a fare un “pochino” di testa mai provo a tirare il V12 aspirato 6.5 da 800 cavalli che mi sovrasta. La spinta è pazzesca, il sound ti avvolge andando a creare una sensazione di onnipotenza che solo Dio quando ha creato l’Universo…Il portentoso motore della Giulia Quadrifoglio diventa umano, quasi “lento” al cospetto di questo opera in grado di sfiorare i 9.000 giri. Ogni pressione sul comando del gas genera spinta, genera spostamento in avanti…

(della 812 che avrò modo di riprovare anche una seconda volta vi parlerò in dettaglio la prossima volta).

Finisce il mio test durato circa 40 minuti, saluto Stefano e mi congedo andando verso la Giulia per una volta tradita! Metto la mappa Race e tiro i rapporti mentre mi allontano dal circuito…e scopro che:

800 cavalli sono meglio di 510!

Marco M TheRaceMode (Instagram).

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